| LA STORIA DELL'OLIO - COS'E' L'OLIO PER LEGGE - ULIVETO E COLTIVAZIONE - FRANGITURA - PROPRIETA' DELL'OLIO DI OLIVA |
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L'Olio di Oliva dalle origini ai giorni nostri |
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Le Origini In Italia sono state trovate tracce di un progenitore dell’olivo che risalgono addirittura ad un milione di anni fa. Foglie fossili, noccioli di olive e altri resti dimostrano come già nel periodo neolitico ( 7000-5000 a.C.) i frutti fossero già alimento umano. Anche la prima coltivazione dell’olivo è molto antica. Ritrovamenti di
piccoli mortai e presse, ove le olive venivano schiacciate a mano con una
pietra, risalgono al V millennio a.C.. Le origini si collocano in Asia Minore e, grazie all’intensa attività mercantile del popolo Fenico, sono stato trapiantato in tutto il bacino del Mediterraneo dove ho trovato un habitat favorevole alla mia vita e alla mia prosperità. Creta,
una delle isole greche situata nel bacino del Mediterraneo, grazie alla
produzione e al commercio dell’olio, ha realizzato enormi ricchezze. Nel
1450 a.C. meta preferita dell’esportazione era l’Egitto dove si
utilizzava l’olio per fini alimentari, cosmetici e come combustibile per
le lampade. Il
trasporto dell’olio avveniva nei cosiddetti pithoi, vasi e otri
in pelle di capra. Corone
di olivo e di noccioli erano ornamento dei re nelle tombe monumentali
degli Egiziani, mentre l’olio veniva usato per ungere completamente i
corpi dei defunti da mummificare. L’olio è il segno di purezza e dignità.
L’unzione del sepolcro come atto di purificazione era presente anche nel
culto religioso e funerario greco e romano. …
leggende Abbandoniamo
per un attimo la storia vera e percorriamo qualche tratto di quella
leggendaria. Sull’olivo
sono state tramandate diverse leggende; quella che ritengo più suggestiva
risale all’epoca della fondazione della città di Atena, de della
saggezza, e Poseidone, dio del mare, i quali combatterono per il possesso
di Attica, una ragione nell’est della Grecia. Zeus,
il re degli dei, intervenendo nella
disputa, stabilì che l’Attica sarebbe stata assegnata a chi avesse
presentato un dono utile di acqua marina e un cavallo veloce come il
vento. Atena
creò e piantò un nuovo albero: l’olivo, che rappresentò la prima
fonte di grassi vegetali a disposizione del genere umano. Così
Atena conquistò la vittoria. Divenne la padrona della città a cui diede
il nome e a lei venne consacrata la pianta. Anche
nell’antico testamento l’olivo viene citato in numerosi versi come
simbolo di pace e fertilità. La
colomba che salutò la fine del diluvio universale ne portava nel becco un
ramoscello. …
in Italia Dalla Grecia all’Italia il viaggio è stato breve. L’Italia
è stato uno dei luoghi dove l’olivo si è stabilito espandendosi dalla
Sicilia fino alla Liguria ignorando le regioni e le zone più fredde perché
non sopporta le basse temperature. Sia
i greci che i romani utilizzarono l’olio di oliva soprattutto per la
cura della pelle, poi come unguento arricchito con profumi ricavati da
erbe e fiori. L’unzione veniva ripetuta una volta al giorno. Anche
i recipienti per l’olio veniva attribuita enorme importanza tant’è
che sono numerosi e modellati in diverse fogge e materiali pregiati (oro,
argento, marmo, vetro, legno ecc.) a testimonianza della differente
utilizzazione dell’olio in essi contenuto. Successivamente
anche i Romani iniziarono a fabbricare gli appositi vasi. Testimonianze di
ciò ne sono affreschi e contenitori ritrovati e conservati in molti
musei. Il prezioso olio veniva usato anche per la preparazione di pomate e
balsami per curare le ferite, alleviare il prurito, le ustioni, per
impacchi, nei casi di avvelenamento, nei disturbi dello stomaco ecc.. Per
la prima volta quindi, veniva utilizzato a scopo terapeutico. Vi ho già
accennato come la pianta di olivo si sia diffusa nel Mediterraneo nella
prima fase che va dal 5000 al
1400 a.C.. Nella
seconda fase, artefici della diffusione furono i Fenici, popolo
commerciante e marinaro non conquistatore, i quali contribuirono alla
creazione di stabilimenti commerciali un po’ in tutto il bacino. La
terza fase di diffusione e coltivazione della pianta si ebbe con i Romani
che coltivarono l’olivo, non solo in Italia, ma anche in Spagna e lungo
le coste del nord Africa. Da
questo momento il commercio dell’olio acquisì una così grande
importanza economica da venir posto sotto controllo dall’amministrazione
pubblica che ne regolava l’importazione e l’esportazione attraverso
quelle che erano le prime forme di dazi doganali. Secondo
una testimonianza di Plauto, antico poeta latino, i mercanti di olio
d’oliva si riunirono in lega, mentre gli operai addetti ai frantoi
costituirono collegi e corporazioni. Durante
l’età imperiale la pianta d’olivo conobbe un momento di grande
splendore; le coltivazioni si estesero oltre i confini essendo cadute le
misure protezionistiche. Purtroppo,
però, nel secondo secolo dell’impero, sia l’industria olearia che il
commercio subirono un tracollo, in parte attribuibile all’abbandono dei campi,
che venivano coltivati esclusivamente dagli schiavi, in parte a causa
delle invasioni barbariche. Questa
situazione si protrasse fino al tardo medioevo, periodo in cui la
coltivazione dell’olivo e l’industria olearia cominciarono a
rifiorire. La
ripresa dei commerci si realizzò in tutta la penisola da Venezia fino a
brindisi, Taranto, Otranto. Anche
in Toscana si ebbe un incremento della olivicoltura quando
l’amministrazione medicea concesse ai Comuni alcuni terreni collinari
con lo scopo di affittarli, a prezzi minimi, purché coloro ai quali
venivano dati in gestione coltivassero a oliveti o a vigneti. Così
nacquero vere e proprie fattorie con annessi i frantoi. Siccome
le olive possono essere più o meno ricche di olio e di sapore in base
alla zona di produzione, Venezia stabilì che il prezzo dell’olio
proveniente dalla Puglia fosse tre volte superiore rispetto a quello
proveniente da altre zone ( 3 ducati per ogni 1000 libbre contro 1 ducato
per la stessa quantità ). …
fino ai nostri giorni Facciamo
un salto in avanti di qualche secolo e arriviamo alla fina del 1700, epoca
in cui l’olivicoltura va acquistando la caratteristica di cultura
specializzata. L’olio
di oliva prodotto in Italia veniva esportato in tutto il mondo. Nel
XIX secolo continuò l’espansione della superficie coltivata ad olivo,
tanto è vero che nel 1830 Papa
Pio VII, con una notificazione, stabilì un compenso di un paolo (
moneta corrente in qualsiasi periodo storico ) per ogni olivo che veniva
piantato e curato fino all’età di 18 mesi. Alcuni
di questi esemplari sono tutt’ora viventi. Nessuna
meraviglia! L’olivo
è una pianta molto longeva e ciò è dimostrato, per esempio,
dall’esistenza in Toscana, a Magliano, di un olivo che i tecnici agrari
fanno risalire a circa 3500 anni fa, il cui tronco possiede una
circonferenza di circa 10 metri. Un
altro esemplare che si trova a Canneto Sabino, in provincia di Rieti, ha
una chioma di circa 20 metri di diametro e un tronco con una circonferenza
di 7 metri. Ma
se volete vedere tenti esemplari che risalgono a 3000 anni fa tutti
insieme dovete andare un po’ più lontano, e precisamente nell’orto di
Getzemani. |
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