LA STORIA DELL'OLIO - COS'E' L'OLIO PER LEGGE - ULIVETO E COLTIVAZIONE - FRANGITURA - PROPRIETA' DELL'OLIO DI OLIVA

La Frangitura

(Tenuta di Campoleone - Trasimeno S.p.A.)

Il nome scientifico è Olea Europea Sativa, ma voi potete chiamarlo semplicemente olivo.  

E’ una pianta sempreverde di altezza variabile dai 4 agli 8 metri. Come accennato è molto longevo e le radici sono estese e sviluppate. Si adatta a vari tipi di terreno, ma preferisco quelli calcarei, 

Alberi (Tenuta di Campoleone)

cioè quelli ricchi di carbonato di calcio. 

Quando è giovane il tronco si presenta di un colore grigio argenteo e con una superficie regolare. Col passare del tempo compaiono dei rilievi longitudinali, chiamate corde, che gli conferiscono un aspetto più rugoso e disomogeneo. I miei rami sono flessuosi, le foglie sono piccole ed a forma di lancia, con la pagina inferiore cosparsa di minuscoli peli a forma di stella.

Fiorisce da  aprile fino a giugno, i fiori bianchi sono   bellissimi e profumati e si trasformano in frutto, l’oliva, entro la fine di giugno.

Durante l’estate le olive si colorano di verde e si ingrossano. Nel corso del processo di maturazione avviene il fenomeno che tecnicamente si definisce inoliazione, cioè diminuisce il contenuto di acqua  e, a poco a poco, aumenta il contenuto di olio.

Questo processo cessa nel mese di novembre in alcune zone, a dicembre in altre, dopodiché inizia la fase di raccolta.

Quest’ultima può essere effettuata a mano, staccando le olive direttamente dall’albero, o raccogliendo da terra quelle che sono cadute naturalmente, oppure utilizzando un attrezzo chiamato pettine, simile ad un rastrello, che le stacca dai rami facendole cadere su un telone precedentemente posto ai piedi dell’albero.

La raccolta può essere effettuata anche meccanicamente, con delle macchine che scuotono la pianta e lasciano cadere le olive su un telo a forma di ombrello rovesciato, che cinge l’intero albero.  

Sistemi di estrazione dell’olio dalle olive             

Già nell’antichità, a seconda dei diversi sistemi estrattivi e dello stato di maturazione delle olive portate al frantoio, si potevano distinguere quattro tipi di olio:

oleum acerbum, che veniva estratto da olive acerbe, verdi o verdi-biancastre;

oleum strictum, ricavato da olive vaie, cioè prossime alla maturazione;

oleum comune, ricavato da olive mature;

oleum cibarium, così chiamato perché ricavato da olive bacate e guaste e destinato  all’alimentazione degli schiavi e della plebe.

Nel primo secolo a.C. le lavorazioni dell’olio venivano effettuate nel cosiddetto trapetum , costituito da una pila di pietre sulla quale giravano due macine semisferiche fissate ad un palo posto al centro della vasca e trainate da equini.

La pasta che derivava dallo schiacciamento delle olive fatta fluire nei cosiddetti fiscoli, borse porose intessute di fibra vegetale e sottoposte a pressione in modo da separare la parte liquida che veniva raccolta in appositi recipienti. Dalla decantazione di questo liquido lasciato a riposo per qualche ora si ricavava, da una parte, olio, che affiorava alla superficie, dall’altra, acqua di vegetazione. Quest’ultima, avendo un peso specifico maggiore, rimaneva sul fondo, mentre l’olio, in superficie, veniva raccolto con mestoli e travasato nei vasi.

Numerose testimonianze, quali gli scavi archeologici di Stabia, di Pompei e del nord Africa, attestano l’esistenza di questi frantoi romani.

E’ sempre attraverso ritrovamenti archeologici databili intorno al 50 a.C. che si deve supporre la nascita del primo torchio a vite, costituito da un tronco alla cui estremità veniva fissato un asse cilindrico movibile dal basso in alto e viceversa.

Metodi attuali di estrazione

Prima di sottoporre le olive ai sistemi di estrazione occorre necessariamente lavarle in modo da eliminare le foglie, il pietrisco e i rametti. In seguito vengono avviate con nastri trasportatori alle macchine che ne effettuano la frantumazione.

Per questa operazione si possono utilizzare due tipi di macchine: la molazza o il frangitore a martelli.

La frantumazione delle olive è fondamentale per ottenere una pasta da cui si estrae il mosto oleoso composto da olio e acqua di vegetazione.

La molazza è una macchina costituita da una vasca nella quale girano due o quattro ruote di granito o di acciaio inossidabile, azionate un tempo dagli equini, oggi da motore elettrico.

Il meccanismo della molazza attuale ricalca l’antico trapetum anche se oggi viene costruito con materiali diversi da quelli che si usavano una in passato.

Il frangitore a martelli è costituito da un sistema di bracci rotanti ad alta velocità che spingono le olive contro una griglia forata provocandone la rottura.

A questa fase segue quella della gramolatura che serve per il rimescolamento della pasta oleosa onde favorire la separazione dell’olio dall’acqua.

Dopo queste fasi, preliminari e comuni a tutti i sistemi estrattivi, avviene la vera e propria fase di estrazione dell’olio che si può ottenere in tre modi diversi:

sistema tradizionale

sistema continuo mediante centrifugazione

sistema a pressione spinta

1) Nel sistema tradizionale il mosto oleoso viene deposto a strati su “ diaframmi “ ( simili a dischi con foro centrale ) realizzati con fibre vegetali ( fiscoli ). Questi diaframmi vengono inseriti all’interno di presse che hanno la funzione di spremere il mosto in modo da far fuoriuscire la parte liquida che è ancora composta da acqua e olio.

Come fare per ottenere il primo olio?

La parte liquida viene  avviata a delle centrifughe che funzionano esattamente come il cestello della lavatrice quando, a fine lavaggio, deve eliminare l’acqua dai panni.

Quindi con la centrifugazione si separa l’olio dall’acqua di vegetazione in base al diverso peso specifico dei due elementi. L’olio, ormai separato, viene avviato alla operazione che permette di renderlo limpido e successivamente all’imbottigliamento.

Orientativamente occorrono 5 chilogrammi di olive per ottenere 1 chilogrammo d’olio. A questo punto abbiamo l’olio, l’acqua di vegetazione e una parte solida detta sansa.

La sansa è a parte residuale che deriva dal processo di frangitura delle olive e che, a sua volta, viene avviata ai cosiddetti sansifici che estraggono un’ulteriore frazione di olio chiamato, appunto, olio di sansa di qualità nettamente più scadente rispetto a quello di prima spremitura.

Il sistema tradizionale tuttora il più usato nel Lazio.

2) Il sistema continuo mediante centrifugazione (usato dalla Trasimeno nel suo stabilimento presso la Tenuta di Campoleone), rispetto al sistema tradizionale, elimina l’uso dei fiscoli e utilizza soltanto la fase di centrifugazione. Il sistema di estrazione per centrifugazione  oltre a dare degli ottimi risultati qualitativi, garantisce anche la massima igiene; permette una lavorazione soffice, riducendo allo stesso modo a poche “ore” il tempo di stazionamento delle olive in frantoio. La centrifuga è una macchina ad asse orizzontale in acciaio inossidabile che, anche in questo caso, separa la pasta oleosa nei suoi tre componenti: acqua, olio e sansa.

Prima di essere definitivamente avviata ai santifici, la sansa viene destinata ad una vasca di raccolta e successivamente a dei separatori orizzontali (decanter) per il recupero di un’ulteriore frazione d’olio.

Anche l’acqua di vegetazione è sottoposta all’azione di un separatore centrifugo per recuperare un modesto quantitativo d’olio.

L’olio fin qui estratto, viene pesato ed avviato alle vasche di decantazione. In base alla durata del suo periodo di stagionatura l’olio può essere così classificato:

OLIO NOVELLO : sino a 4 mesi dall’estrazione, si caratterizza per un gusto spiccato fruttato quasi piccante;

OLIO FRESCO: Sino a 8 mesi, ha un sapore meno intenso, è più limpido, armonicamente fruttato;

OLIO GIOVANE: Sino a 12 mesi, ancora più armonico del precedente.

Subisce due o più filtrazioni, quindi è pronto per l’imbottigliamento che può avvenire o in recipienti di vetro o lattine. Quello che viene destinato all’imbottigliamento viene sottoposto al processo di brillantatura che serve a renderlo più lucente.

Il sistema continuo mediante centrifugazione rispetto al tradizionale presenta alcuni vantaggi per il produttore che sono rappresentati da un ridotto fabbisogno di manodopera (addetti alla lavorazione)  e una ridotta superficie coperta per lo stabilimento.

3) Qualche parola anche a proposito del sistema a pressione spinta, che utilizza macchinari simili a quelli descritti precedentemente ma con una più elevata pressione, tale da consentire una maggiore resa d’olio ed una riduzione del tempo di pressatura.

 


Alberi (Tenuta di Campoleone)


Olive (Tenuta di Campoleone)


Frantoio (Stabilimento Trasimeno S.p.A presso la Tenuta di Campoleone)


Frantoio (Stabilimento Trasimeno S.p.A presso la Tenuta di Campoleone)


Cisterne (Stabilimento Trasimeno S.p.A presso la Tenuta di Campoleone)


Filtri (Stabilimento Trasimeno S.p.A presso la Tenuta di Campoleone)


Alcuni Oli Extra Vergini di Oliva della Trasimeno S.p.A.