Le Origini

Da 3000 anni un inestimabile tesoro

 

In Italia sono state trovate tracce di un progenitore dell’olivo che risalgono addirittura ad un milione di anni fa. Foglie fossili, noccioli di olive e altri resti dimostrano come già nel periodo neolitico ( 7000-5000 a.C.) i frutti fossero già alimento umano. Anche la prima coltivazione dell’olivo è molto antica. Ritrovamenti di piccoli mortai e presse, ove le olive venivano schiacciate a mano con una pietra, risalgono al V millennio a.C.

 

Da sempre, l’Italia è stato uno dei luoghi dove l’olivo si è stabilito espandendosi dalla Sicilia fino alla Liguria ignorando  le zone più fredde perché non sopporta le basse temperature.

 

Sia i greci che i romani utilizzarono l’olio di oliva soprattutto per la cura della pelle, poi come unguento arricchito con profumi ricavati da erbe e fiori. Successivamente, ai tempi della Roma imperiale, la pianta d’olivo conobbe un momento di grande splendore: le coltivazioni si estesero oltre i confini essendo cadute le misure protezionistiche.

Alla fine del 1700, epoca in cui l’olivicoltura va acquistando la caratteristica di cultura specializzata, l’olio di oliva prodotto in Italia veniva esportato in tutto il mondo. Nel XIX secolo continuò l’espansione della superficie coltivata ad olivo, tanto è vero che nel 1830  Papa Pio VII, con una notificazione, stabilì un compenso di un paolo, moneta corrente per ogni olivo che veniva piantato e curato fino all’età di 18 mesi. Alcuni di questi esemplari sono tutt’ora viventi.

L’olivo è una pianta molto longeva e ciò è dimostrato, per esempio, dall’esistenza in Toscana, a Magliano, di un olivo che i tecnici agrari fanno risalire a circa 3500 anni fa, il cui tronco possiede una circonferenza di circa 10 metri. Un altro esemplare che si trova a Canneto Sabino, in provincia di Rieti, ha una chioma di circa 20 metri di diametro e un tronco con una circonferenza di 7 metri. Ma se volete vedere tanti esemplari che risalgono a 3000 anni fa tutti insieme dovete andare un po’ più lontano, e precisamente nell’orto di Getzemani.